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Giovanni Eandi (1791-1848)

Il funzionario saluzzese Giovanni Eandi verrà chiamato a dirigere il nuovo carcere di Alessandria dopo il 1840

Colonia agricola di Mettray visitata da Eandi (Archivio Cesare Burdese)

Colonia agricola di Mettray visitata da Eandi (Archivio Cesare Burdese)

Quando il governo sabaudo sul finire degli anni Trenta dell’Ottocento si appresta a dar vita ad una nuova fase del progetto riformatore del sistema penitenziario si rende conto di dover fare necessariamente riferimento ad altre esperienze europee.

Di qui la scelta di inviare i migliori funzionari a visitare di persona l’attuazione delle più avanzate pratiche penitenziarie a livello internazionale.

Oltre al Petitti, che effettua a scopo di conoscenza personale numerosi viaggi tra il 1837 e il 1843, il governo sabaudo manda a visitare i principali istituti francesi, svizzeri, belgi e tedeschi dapprima nel 1839 l’ingegnere di Vigevano Giovanni Girolamo Mercalli e, nel 1840, il funzionario saluzzese Giovanni Eandi che verrà subito dopo chiamato a dirigere il nuovo carcere di Alessandria.

Eandi parte proprio da Saluzzo il 15 aprile del 1840 con l’economo Luigi Maderni, che aveva già collaborato con lui al carcere femminile di Pallanza.

Il suo percorso di visita si sviluppa dapprima verso la Francia dove ispeziona il carcere di Lione e in seguito Parigi, Fontevrault, Mettray, Beaulieu, Gaillon, Clermont, poi in Belgio (Loos, Hagenau, Bruxelles); ad agosto passa in Germania dove prende visione del penitenziario di Heidelberg e ha modo di conoscere, presentato di persona dall’amico Petitti, il grande giurista e penitenziarista tedesco Carl Mittermaier.

In seguito visita gli istituti di Mannheim, Kaiserslautern, Bruchsal, Durlach, e, a settembre Strasburgo, passando in seguito in Svizzera alle carceri di San Gallo, Losanna, Berna, Zurigo e Ginevra.

Torna a Saluzzo ai primi di ottobre e comincia a preparare le sue relazioni al Ministro degli Interni Carlo Beraudo di Pralormo.

Esso verrà progettato giusto il sistema panottico, ma riman libero di proporla di forma asteroide o stellata, come quella di Cherry Hill, o a ventaglio, come quella di Ginevra o Lamberton, o a croce greca, come quella di Kingston, o parallelogramma, come quella di Sing Sing, insomma, in ogni qualunque forma, purché soddisfi alle esigenze della sicurezza, della salubrità, della invigilanza, della segregazione notturna, e della aggregazione diurna, sotto l’osservanza dell’assoluto silenzio, che è il sistema che si vuole seguire.
(dal Programma di costruzione della nuova casa centrale di Alessandria del 1 maggio 1839)

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